Oh, chiude Wired Italia. Unprofitable, a differenza delle altre edizioni in altri Paesi dove la strategia si è spostata dall'occuparsi solo di tecnologia a temi più politici, con successo di abbonamenti.
Aggiornamento: non lo sapevano nemmeno loro. Dal Post:
Nel 2015 la redazione era già stata dimezzata, da 12 a 6 giornalisti, sempre per la necessità di ridurre i costi e rimettere in ordine i conti: anche all’epoca le pubblicazioni erano state interrotte prima di riprendere a cadenza trimestrale dopo la riorganizzazione della redazione. Oggi la redazione è composta dal direttore, da tre giornalisti, cinque grafici, tre collaboratori fissi e molti giornalisti collaboratori occasionali.
Fonti di Condé Nast Italia che hanno chiesto di rimanere anonime hanno detto che l’azienda ha comunicato la chiusura alla redazione dieci minuti prima di pubblicare il comunicato online. Sostengono inoltre che i dati citati dall’azienda non abbiano fondamento e che nelle ultime settimane non ci fosse stata nessuna avvisaglia di possibili ridimensionamenti o addirittura rischi di chiusura. L’azienda non ha comunicato quando si interromperanno le pubblicazioni né come intende gestire l’eventuale uscita o il ricollocamento dei giornalisti e dei grafici: per ora rallenterà la frequenza di pubblicazione degli articoli sul sito internet, ma non è ancora chiaro da quando non sarà più aggiornato.
Oltre al sito e alla rivista, negli ultimi anni Wired Italia ha organizzato diversi festival come il Wired Next Fest. Lynch ha detto che Wired continuerà a organizzare eventi in Europa, gestiti dal Regno Unito, ma anche in questo caso non è ancora chiaro come.