Il ban dei social network nel Regno Unito ai minori di 16 anni potrebbe avere un effetto sul mercato pubblicitario, scrive Luca Sofri in Charlie, a discapito dei social e a favore delle piattaforme di streaming:
Alcune precoci analisi hanno segnalato un effetto collaterale delle limitazioni all'uso dei social network da parte dei minori di 16 anni, annunciate questa settimana nel Regno Unito tra grandi curiosità e dibattiti. Ovvero la sensibile riduzione di investimenti pubblicitari da parte di aziende e brand sulle piattaforme social con cui fino a oggi hanno raggiunto quelle classi anagrafiche, e su canali e account che sono tramite di quel contatto. Investimenti che si sposteranno su quelli che si immagina possano essere i maggiori beneficiari del tempo sottratto ai social network, ovvero le piattaforme di streaming. Può darsi che, per ovvie ragioni di pubblici più adulti, le testate giornalistiche non siano danneggiate più di tanto, ma le riduzioni di investimenti sui social potrebbero in parte coinvolgerle lo stesso; oppure potrebbero beneficiare da spostamenti di investimenti verso pubblici diversi.