Ho pubblicato un articolo su DMARCwise (Why DMARC's new "np" tag can fail with DNSSEC) che evidenzia come rilevare se un dominio esiste o meno è più complicato di quello che la RFC di DMARC suggerisce quando c'è di mezzo DNSSEC. Molti grossi provider DNS, come Cloudflare, NS1, AWS Route 53, Azure DNS, Oracle Cloud DNS e Bunny DNS, usano il metodo NSEC "black lies" o "compact denial of existence" (RFC 9824) per semplificare la generazione della risposta DNS negativa, rinunciando però così al codice di risposta NXDOMAIN, che è il metodo con cui storicamente si rilevava la mancata esistenza di un dominio.
Visto che di questi tempi serve dirlo, ho scritto l'articolo di 3.500 parole a mano impiegandoci più di 8 ore di lavoro. Ho usato Codex con GPT-5.5 per revisionare typo, sintassi, grammatica e correttezza del contenuto, applicando qualche correzione qua e là.
L'ho pubblicato ieri su Hacker News, dove di domenica è più facile ottenere attenzioni, e ora ha 50 punti e 20 commenti. Posizione massima in homepage, numero 10:
Il traffico è stato di circa 1.000 visite ma con un impatto essenzialmente irrilevante sul resto del sito (zero nuove iscrizioni):

