Oggi viviamo in un'epoca in cui l'incubo del bambino di Rodari, la macchina per fare i compiti, è scaricabile praticamente gratis da Internet. La tecnologia digitale è evoluta in maniera talmente rapida, veloce e pervasiva che moltissime attività che ritenevamo esclusiva degli esseri umani, come studiare, conoscere, giudicare decidere, in una parola pensare, possano essere svolte da macchine. Questo vuol dire che se una macchina può sostituire il mio pensiero quella macchina prima o poi catturerà anche la mia libertà.

Per secoli abbiamo chiesto alla tecnologia di fare quello che desideravamo. Oggi le chiediamo cosa desiderare e questo crea un rischio nuovo, di dominio, di schiavitù. O una possibilità di liberazione.

Andrea Simoncini, professore ordinario di diritto costituzionale, al meeting di Rimini.