È un lusso oggi sentire l'urgenza di cambiare il mondo. Bisogna poterselo permettere. Se nonostante i social e gli altri media che generalmente si sono omologati agli algoritmi dell'engagement in cerca di facili clic, se nonostante questo non vivete nella paura degli altri, se non vi assale una rabbia distruttiva verso chiunque la pensi diversamente, se il narcisismo di massa non vi ha trasformato in degli ebeti dipende anche da dove siete vissuti, dagli incontri che avete fatto, dai libri che avete letto. E quindi non è il momento di sentirsi migliori, ma di impegnarsi di più. Per prima cosa praticate la gentilezza. Venti anni di social ci hanno imbruttito, ci hanno incattivito. Per avere successo, per macinare like e followers, non abbiamo solo dato libero sfogo al narcisismo, ma abbiamo ceduto alla rabbia verso gli altri. Era inevitabile forse per resistere ma l'indignazione prêt-à-porter va evitata. La gentilezza in tempi feroci non è debolezza. E non è arrendevolezza verso le ingiustizie e i veri prepotenti. Nel mondo degli algoritmi dell'engagement, la gentilezza è un atto di resistenza. È l'inizio di una rivoluzione. Vuol dire provare a essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Si può essere inflessibili e determinati ma senza perdere la gentilezza.
Riccardo Luna in Qualcosa è andato storto.