Note di Matteo


#libri

Qualcosa è andato storto

È un lusso oggi sentire l'urgenza di cambiare il mondo. Bisogna poterselo permettere. Se nonostante i social e gli altri media che generalmente si sono omologati agli algoritmi dell'engagement in cerca di facili clic, se nonostante questo non vivete nella paura degli altri, se non vi assale una rabbia distruttiva verso chiunque la pensi diversamente, se il narcisismo di massa non vi ha trasformato in degli ebeti dipende anche da dove siete vissuti, dagli incontri che avete fatto, dai libri che avete letto. E quindi non è il momento di sentirsi migliori, ma di impegnarsi di più. Per prima cosa praticate la gentilezza. Venti anni di social ci hanno imbruttito, ci hanno incattivito. Per avere successo, per macinare like e followers, non abbiamo solo dato libero sfogo al narcisismo, ma abbiamo ceduto alla rabbia verso gli altri. Era inevitabile forse per resistere ma l'indignazione prêt-à-porter va evitata. La gentilezza in tempi feroci non è debolezza. E non è arrendevolezza verso le ingiustizie e i veri prepotenti. Nel mondo degli algoritmi dell'engagement, la gentilezza è un atto di resistenza. È l'inizio di una rivoluzione. Vuol dire provare a essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Si può essere inflessibili e determinati ma senza perdere la gentilezza.

Riccardo Luna in Qualcosa è andato storto.

#549 /
5 luglio 2026
/
08:34
/ #internet#libri#mondo#social

Viviamo in cerchi

Il nostro intero sapere sul mondo è pieno di circolarità. Le parole della lingua si definiscono l'un l'altra nei dizionari, noi impariamo gli uni dagli altri, gli esperimenti informano la teoria ma li comprendiamo usando le nostre teorie. L'immagine manifesta del mondo, costituita di cose come sedie e alberi, è giustificata da un'immagine scientifica del mondo, costituita di atomi e campi; ma atomi e campi li comprendiamo a partire dai nostri strumenti di misura, che fanno parte dell'immagine manifesta. E così via. Viviamo in cerchi.

Carlo Rovelli in Sull'eguaglianza di tutte le cose.

#429 /
6 aprile 2026
/
17:36
/ #libri#mondo

Certezze

Mettere in dubbio certezze è la strategia della scienza: scoprire errori in ciò che eravamo convinti di sapere, e correggerli. Anche dove pensavamo di essere certi. La fisica del XX secolo è uno spettacolare successo di questa strategia. Pensavamo che le leggi di Newton fossero esatte o che il tempo trascorresse alla stessa velocità per tutti — ci sbagliavamo. Oggi sappiamo che non è così. Non è grave: abbiamo imparato che le cose stanno altrimenti.

La difficoltà dei problemi scientifici spesso non sta tanto nel trovare idee nuove, quanto nel liberarsi di idee che sembravano ovvie. La scienza è spesso scoprire che cose che credevamo di sapere con certezza sono invece sbagliate.

Quindi trattare certezze come assolute significa ostacolare la possibilità del sapere di progredire. [...] La scienza non si nutre di certezze: si nutre di una radicale incertezza. Costruisce sulla possibilità di mettere in dubbio le certezze.

Carlo Rovelli in Sull'eguaglianza di tutte le cose.

#428 /
6 aprile 2026
/
17:35
/ #libri#mondo

La superficie della Terra è molto piccola

La superficie della Terra è molto piccola. Così piccola che per fare il giro la luce ci mette un decimo di secondo: meno di quanto riusciamo a percepire con i sensi. Per questo comunichiamo in maniera che ci sembra istantanea: parliamo per telefono fra New York e Shanghai come fossimo accanto. Non potremmo farlo con un amico che abitasse presso un'altra stella. Per andare e tornare dalla stella più vicina un segnale impiega anni. Una conversazione farebbe morire di noia. La piccolezza della Terra ci dà l'impressione che esista un tempo condiviso. Che abbia sempre senso chiedere cosa succede proprio ora altrove: basta dare un colpo di telefono per saperlo. Non è così nel vasto mondo. L'idea di un tempo comune funziona qui, fra noi, buoni vicini sulla Terra, non funziona con il resto dell'universo.

Carlo Rovelli in Sull'eguaglianza di tutte le cose.

#424 /
4 aprile 2026
/
17:18
/ #libri#mondo

Qualcosa è andato storto

Io propongo una resistenza della gentilezza. Il valore fondamentale che abbiamo perso stando sui social è la gentilezza. Tu andavi sui social all'inizio di Facebook e la gente era gentile. Ci vai oggi e ti devi mettere l'elmetto e l'armatura perché ci sarà qualcuno che ti attaccherà e ti insulterà a caso, e quindi siamo sempre in modalità difensiva. Dobbiamo recuperare la consapevolezza che è pieno di persone buone e perbene nel mondo, non hanno successo ma esistono, e il mondo è migliore di quello che ci fanno vedere. E se noi cambiamo prospettiva, forse lo diventa davvero.

Riccardo Luna presentando il libro Qualcosa è andato storto.

#123 /
30 ottobre 2025
/
21:09
/ #internet#libri#mondo#social

Negli anni scorsi mi è capitato di sentirmi chiedere, solo perché sono qui da un po’, se alla fine internet abbia migliorato o peggiorato il mondo, secondo me: la cosa che rispondo – con tutte le incertezze di uno che ha visto smentite molte delle sue risposte – è che lo ha sicuramente migliorato per chi aveva o ha gli strumenti per sfruttarne il meglio, che è un meglio letteralmente incredibile, fino trent’anni fa; lo ha invece probabilmente peggiorato per chi ne ha ricevuto solo una maggiore spinta verso gli egoismi e le vanità umane con cui continuiamo a nascere tutti, prima che gli umani esistenti non ci aggiornino sulle cose imparate in millenni di progresso civile. Che è ancora quello che può fare ognuno di noi, con la scuola, coi giornali, sui social network, col proprio esempio, o con libri come questo.

Luca Sofri nella prefazione a Qualcosa è andato storto di Riccardo Luna.

#99 /
24 ottobre 2025
/
13:47
/ #internet#libri#mondo#social