Scrive Alfonso Fuggetta che l'acquisto di TIM da parte di Poste Italiane ha poco senso per tre motivi:
- Il "controllo delle infrastrutture strategiche" non c'è, visto che la rete fissa, così come Sparkle, cioè le vere "infrastrutture strategiche", sono già state date via (tra l'altro con modi e benefici discutibili).
- Le "sinergie industriali", cioè in questo caso integrare i servizi TIM e Poste, funzionano raramente.
- L'unica motivazione di cui ammette validità è la più onesta "messa in sicurezza di un operatore con problemi strutturali irrisolti", cioè usare Poste come contenitore pubblico per gestire una situazione che "il mercato non ha saputo o voluto risolvere" e guadagnare tempo. TIM è ancora inefficiente e ad andare bene sono solo le sue attività laterali come TIM Brasil e TIM Enterprise, che nulla c'entrano con Poste.
In pratica, un'operazione di "ingegneria finanziaria" contornata come avviene molto frequentemente nel settore da una totale assenza di visione industriale:
Sul piano finanziario, ridurre il costo del debito di TIM attraverso la solidità di Poste non è una sinergia industriale: è ingegneria finanziaria. Non si crea valore, si sposta il rischio sul bilancio dello Stato.
Sul piano industriale, non si chiarisce il ruolo della rete, non si semplifica la struttura, non si definisce un modello operativo credibile per un business che è diventato infrastrutturale e a margini compressi. E si sottrae l'unico pezzo che cresce — il cloud enterprise — a un contesto in cui avrebbe bisogno di agilità, non di ulteriore complessità.
Sul piano del mercato, si continua a ignorare che le telecomunicazioni — dopo il passaggio a pacchetto — richiedono modelli radicalmente più snelli e focalizzati, non conglomerati ancora più pesanti e opachi.
Il gruppo che emergerà da questa operazione sarà probabilmente troppo grande per fallire e troppo ibrido per competere. Non è una visione industriale. È un’operazione di salvataggio travestita da strategia — o, se si preferisce, una nazionalizzazione che non osa dirsi tale.