Note di Matteo


#italia

Il problema maggiore delle carceri italiane non riguarda chi ci sta dentro, ma chi ne sta fuori e continua a proporle come strumento di riduzione dei pericoli per la comunità quando invece ne sono un fattore di conservazione, dei pericoli, e di aumento. Come dice ogni esperto di criminalità, e persino diversi direttori e direttrici di carceri, le carceri producono criminalità e contribuiscono solo in rare e quasi sempre fortuite occasioni a un "reinserimento" delle persone, con risultati di deterrenza limitati a quote assai parziali dei reati. L'attuale uso delle carceri crea pericolo, per "i cittadini", non sicurezza.

Luca Sofri nella newsletter Charlie del 13 settembre 2026.

#612 /
19 settembre 2026
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22:22
/ #mondo#italia

Fatturazione elettronica in Francia

Arriva la fatturazione elettronica anche in Francia, scrive Fisco Oggi:

Le grandi imprese e le imprese di medie dimensioni, inoltre, hanno anche l’obbligo di emettere le loro fatture in formato elettronico. Obbligo che per le piccole e microimprese scatterà dal 1° settembre 2027.

L'architettura del sistema è diversa da quella italiana:

Rispetto all’Italia, dove l’infrastruttura che permette la gestione delle e-fatture, il cosiddetto Sistema di interscambio, è unico ed è gestito dall’Agenzia delle Entrate nazionale, la Francia ha deciso di affidare agli operatori privati la piattaforma tecnologica per lo scambio delle e-fatture e dei relativi dati. La DGFiP mantiene il controllo regolamentare e informativo del sistema e, per garantire la dovuta trasparenza, ha istituito nel settembre del 2025 un Annuaire de la facturation électronique. Si tratta di un registro centrale che permette di sapere, per ciascuna impresa, quale piattaforma gestisce la sua fatturazione e quali sono gli indirizzi elettronici di fatturazione.

Dal 2030 sarà obbligatoria in tutti gli stati membri dell'UE ed entro il 2035 i sistemi andranno armonizzati.

#604 /
15 settembre 2026
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10:19
/ #digitalizzazione#italia

TeamSystem e Zucchetti

Se fossero nate a San Francisco le chiameremmo ✨decacorn✨, cioè società leggendarie valutate più di dieci miliardi. Siccome sono nate a Pesaro e a Lodi, le chiamiamo gestionali.

Giulio Michelon in Esistono i decacorn in Italia?

#596 /
8 settembre 2026
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09:37
/ #innovazione#italia


Gli italiani invocano spesso rivolgimenti, pensano di risolvere in velleitari disegni di rivoluzione i loro sbotti di indignazione, si lagnano che mai nulla cambia per davvero: ma al dunque la stasi ci conforta, l’accidia vince ogni slancio incendiario. [...]

Ci lamentiamo, vomitiamo bile sui social ma poi abbiamo paura che le cose stiano cambiando veramente; il futuro ci spaventa e di fronte a questo spavento, di fronte al turbinare vorticoso della storia, chiusi nelle casematte del nostro rancore cerchiamo un appiglio solido in ciò che non muta, che non si corrode: Dio, patria, famiglia, cucina tipica e un po’ di sana evasione fiscale.

Valerio Valentini in L’irrefrenabile immobilismo di Giorgia Meloni.

#593 /
4 settembre 2026
/
20:55
/ #italia

Trasferimento app bancarie

Roundup di procedure di trasferimento di app bancarie verso un nuovo dispositivo:

  • N26: chiede email e password + selfie per verifica. Molto veloce. Logout sul vecchio dispositivo automatico.
  • Intesa Sanpaolo: chiede numero di cellulare e PIN + scansione logo dinamico dal vecchio dispositivo. Logout sul vecchio dispositivo automatico.
  • Revolut: chiede numero di cellulare, passcode (PIN), selfie per verifica e codice via SMS rilevato automaticamente. No logout sul vecchio dispositivo.
  • Illimity: si dimostra ancora una volta un colabrodo. Chiede email e password, ma mi dice password sbagliata, anche se viene dal password manager. Procedo con recupero password, chiede PIN + nuova password + codice SMS (da copiare a mano). La nuova password non funziona. Work in progress... 😅
  • Fineco: chiede codice utente e password e basta, si entra così. Opzionalmente si può fare il trasferimento "mobile code", che chiede il mobiel code (un codice) + "PIN dispositivo" + conferma sul vecchio telefono + codice SMS da copiare a mano). No logout sul vecchio.
  • Satispay: chiede numero di telefono + SMS (da copiare a mano) + codice via email + PIN + selfie. Logout automatico.

EDIT: Illimity risolto vedi #579


Notifichedigitali.it o .com

Follow-up da /19 sul dominio notifichedigitali.it della piattaforma SEND per gli avvisi della PA con valore legale, come le multe. Le truffe continuano, ora con dominio notifichedigitali.com, e non si sa come una persona dovrebbe sapere che .it è quello ufficiale. La soluzione è sempre lì a portata di mano e cioè usare il suffisso .gov.it.

#572 /
17 agosto 2026
/
20:37
/ #digitalizzazione#italia#pagopa

Quella porcheria di MyPay per l'emissione degli avvisi pagoPA da parte delle regioni (invenzione del Veneto poi diffusasi tramite il meccanismo di riuso dell'open source nella PA) sarà dismessa in favore di un sistema sviluppato da PagoPA stessa, integrato con IO e SEND. Evviva.

Piattaforma Unitaria (di seguito PU) è una soluzione ideata e sviluppata da PagoPA per supportare gli enti creditori (EC) nella gestione del ciclo di vita delle proprie Posizioni Debitorie.

Lo scopo è quello di garantire agli EC un applicativo consistente con i processi e i modelli dati attualmente presenti nella piattaforma pagoPA in modo da garantire un’integrazione con tutte le funzionalità esposte, facilmente manutenibile ed evolvibile in accordo con le novità che verranno introdotte nelle SANP.

Supportare gli EC nel ciclo di vita delle proprie Posizioni Debitorie necessita inoltre di integrare all’interno di Piattaforma Unitaria anche gli altri prodotti dell’ecosistema PagoPA: SEND, AppIO e PDND. L’applicativo quindi presenta e implementa i layer deputati alla comunicazione con questi applicativi.

#568 /
6 agosto 2026
/
17:00
/ #digitalizzazione#italia#pagopa

Una cosa mi ha sempre colpito, in questi anni di osservazione dell'ecosistema italiano: la difficoltà che abbiamo, come paese, a credere nelle nostre storie prima che il mondo ce le confermi. Satispay è diventata un unicorno, e l'Italia ha scoperto di avere Satispay. Blackshape ha conquistato i mercati internazionali, e l'Italia ha scoperto di avere Blackshape. Questo schema ripetuto — la sorpresa, il ritardo nel riconoscimento — è una delle sfide più profonde che il paese deve affrontare. Non è solo un problema di finanziamenti o di burocrazia. È un problema culturale. È la cosa fondamentale da cambiare: per creare il futuro bisogna prima immaginarlo.

Gianluca Dettori nell'ultimo numero di Wired Italia.

#541 /
27 giugno 2026
/
14:43
/ #business#innovazione#italia

Ahi ahi Lepida sanzionata per 100mila € dal garante perché i dati personali di 1,5 milioni di utenti LepidaID (SPID) erano accessibili da qualsiasi dei 7.000 operatori degli sportelli LepidaID diffusi sul territorio, anche senza una motivazione reale. I documenti di identità si potevano scaricare senza alcun controllo che venissero effettivamente cancellati dopo averli verificati.

In che modo nessuno si sia fatto due domande su un sistema del genere nel momento in cui tratti i dati di 1,5 milioni di persone è beyond me.

#536 /
25 giugno 2026
/
18:21
/ #privacy#digitalizzazione#italia

C'è una cosa (piccola) che ho notato andando via dall'Italia. Non sempre le cose funzionano peggio in Italia, ma noi tendiamo a lamentarci molto di più delle mancanze e dei malfunzionamenti del nostro sistema, perdendoci in lamentele invece di usare le stesse energie per risolvere le disfunzioni.

Marco Foco, Senior Software Engineer Manager a Nvidia.

#519 /
10 giugno 2026
/
16:09
/ #italia

L’Italia non soffre di una cronica mancanza di risorse. Soffre di una cronica incapacità di scegliere. Lo vediamo nel sistema fiscale, appesantito da centinaia di agevolazioni e regimi speciali spesso inefficaci; nel sistema degli incentivi alle imprese, diventato un labirinto che ha sostituito la politica industriale con la frammentazione; nella difficoltà di affrontare temi come la concorrenza, le concessioni, il mercato immobiliare, le pensioni o la semplificazione amministrativa senza cedere a pressioni corporative. Troppo spesso la politica preferisce distribuire eccezioni invece di costruire regole. Bonus, condoni, deroghe e sussidi finiscono per sostituire le riforme. Il Superbonus 110 per cento rappresenta probabilmente il caso più clamoroso: una misura costosissima, dagli effetti sociali e ambientali molto inferiori alle aspettative, che ha mostrato quanto sia facile spendere risorse e quanto sia difficile produrre trasformazioni.

Pina Picierno in Picierno ci spiega perché lascia il Pd.

#513 /
4 giugno 2026
/
10:22
/ #italia

In Italia il cliente non ha sempre ragione. Si è inceppata la concorrenza che porta al miglioramento del servizio ai client?

Uscito da queste esperienze mi sono chiesto: perché i commercianti italiani possono permettersi di guardare dall’alto in basso i clienti? Perché si sentono spesso in una posizione di autorità anziché di servizio? Le imprese cercano profitti, quindi hanno bisogno di clienti contenti. Dovrebbero trattarli bene. E noi clienti, se trattati male, dovremmo andarcene. La concorrenza dovrebbe fare il suo lavoro: premiare chi ci rispetta, punire chi ci umilia.

#504 /
20 maggio 2026
/
13:39
/ #italia#business



Alessio Butti, mentre consolida l'uso del sito del dipartimento per la trasformazione digitale come megafono per diffondere praticamente solo le sue frequenti interviste in cui ripete sempre le stesse cose, ora dice, parlando di connettività in fibra:

Rimediamo ai disastri ereditati dagli altri governi

Insomma è sempre colpa di quella di prima, anche dopo una legislatura intera. Anche quando quelli prima erano loro stessi (governo Draghi, sostenuto anche dalla destra).

Anche quando il nuovo bando di gara che dovrebbe risolvere i problemi ha non solo gli stessi difetti dei precedenti, ma ne ha pure di nuovi e incomprensibili. Ma tanto non sarà sua responsabilità difendere i risultati.

#478 /
29 aprile 2026
/
22:43
/ #digitalizzazione#italia#tlc

Un esito frequente delle richieste di pubblicazione di open data (come previsto dalla legge) è l'assenza di risposta da parte dell'amministrazione pubblica interpellata. È successo anche in questo caso segnalato da onData in merito ai dati statistici sulle firme per i referendum:

I dati che presentiamo in questa newsletter li abbiamo estratti noi. Ma quei dati dovrebbero già essere pubblici. È stato richiesto formalmente.

Il 10 dicembre 2025 l’associazione onData ha inviato al Ministero della Giustizia — tramite PEC — una richiesta di pubblicazione in formato aperto dei dati sulle raccolte firme, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 36/2006 (Riutilizzo dell’informazione del settore pubblico). Non una richiesta di accesso documentale per uso privato: una richiesta di rendere i dati disponibili a tutta la collettività, con licenza aperta e in formato leggibile meccanicamente.

Il Ministero non ha risposto.

L’11 gennaio 2026 onData ha presentato ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. Il 18 febbraio ha segnalato l’inadempimento anche al Difensore civico per il digitale (AgID), organo deputato a vigilare sull’apertura dei dati pubblici.

Il 31 marzo 2026 la Commissione si è pronunciata (decisione n. 3.110). La risposta è tecnica ma significativa: la Commissione ha dichiarato la propria incompetenza, non perché la richiesta di onData fosse sbagliata, ma perché il silenzio del Ministero — in materia di riutilizzo dei dati — non equivale a un diniego. Si tratta di un “silenzio-inadempimento”, non di un “silenzio-rifiuto”: una distinzione sottile ma decisiva, che sposta il rimedio possibile dal ricorso alla Commissione al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ai sensi dell’art. 117 del Codice del processo amministrativo.

Vale la pena di notare un dettaglio: nella sua relazione tecnica, il Ministero ha riconosciuto che pubblicare i dati sarebbe fattibile — ma non ha mai adottato un provvedimento formale, né in senso positivo né negativo. Il silenzio continua.

onData è ancora in attesa della risposta del Difensore civico per il digitale, ma nel frattempo i dati continuano a non essere pubblici.

#474 /
27 aprile 2026
/
20:21
/ #digitalizzazione#italia#opendata



Scrive Alfonso Fuggetta che l'acquisto di TIM da parte di Poste Italiane ha poco senso per tre motivi:

  • Il "controllo delle infrastrutture strategiche" non c'è, visto che la rete fissa, così come Sparkle, cioè le vere "infrastrutture strategiche", sono già state date via (tra l'altro con modi e benefici discutibili).
  • Le "sinergie industriali", cioè in questo caso integrare i servizi TIM e Poste, funzionano raramente.
  • L'unica motivazione di cui ammette validità è la più onesta "messa in sicurezza di un operatore con problemi strutturali irrisolti", cioè usare Poste come contenitore pubblico per gestire una situazione che "il mercato non ha saputo o voluto risolvere" e guadagnare tempo. TIM è ancora inefficiente e ad andare bene sono solo le sue attività laterali come TIM Brasil e TIM Enterprise, che nulla c'entrano con Poste.

In pratica, un'operazione di "ingegneria finanziaria" contornata come avviene molto frequentemente nel settore da una totale assenza di visione industriale:

Sul piano finanziario, ridurre il costo del debito di TIM attraverso la solidità di Poste non è una sinergia industriale: è ingegneria finanziaria. Non si crea valore, si sposta il rischio sul bilancio dello Stato.

Sul piano industriale, non si chiarisce il ruolo della rete, non si semplifica la struttura, non si definisce un modello operativo credibile per un business che è diventato infrastrutturale e a margini compressi. E si sottrae l'unico pezzo che cresce — il cloud enterprise — a un contesto in cui avrebbe bisogno di agilità, non di ulteriore complessità.

Sul piano del mercato, si continua a ignorare che le telecomunicazioni — dopo il passaggio a pacchetto — richiedono modelli radicalmente più snelli e focalizzati, non conglomerati ancora più pesanti e opachi.

Il gruppo che emergerà da questa operazione sarà probabilmente troppo grande per fallire e troppo ibrido per competere. Non è una visione industriale. È un’operazione di salvataggio travestita da strategia — o, se si preferisce, una nazionalizzazione che non osa dirsi tale.

#420 /
2 aprile 2026
/
20:35
/ #business#italia#tlc

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