Si avvicina il momento in cui si potranno pagare i tributi attualmente pagabili con F24 anche con pagoPA. Finalmente.
Si avvicina il momento in cui si potranno pagare i tributi attualmente pagabili con F24 anche con pagoPA. Finalmente.
Nel 2013 BNP Paribas lancia Hello bank! — una delle prime banche 100% mobile d'Europa. Prima ancora di Revolut. Prima di N26. Oggi Revolut e N26 sono i riferimenti del settore. Hello bank! li insegue. Come si perde un vantaggio in pochi anni? Ho vissuto quella storia dall'interno, in Italia, fino al 2019. E la risposta che ho trovato non riguarda la tecnologia, né il prodotto. Riguarda come si accompagna il cambiamento quando è ancora fragile. Un'innovazione che funziona dentro una grande organizzazione ha bisogno di tre cose: spazio per crescere con parametri propri, risorse coerenti con l'orizzonte temporale del progetto, e qualcuno che la difenda quando i risultati di breve periodo premono nella direzione opposta. Quando manca una di queste tre cose, il progetto non muore di colpo. Si spegne lentamente — mentre l'organizzazione continua a credere di sostenerlo. Chi oggi guida una trasformazione digitale ha davanti esattamente questa sfida. Non basta avere l'idea giusta, né le persone giuste. Bisogna costruire le condizioni perché quelle persone possano davvero guidare il cambiamento — e tenerle al riparo dalle logiche di breve che, in ogni organizzazione, sono sempre più forti di quanto sembri.
La domanda che ho imparato a pormi da quel momento in poi: stiamo costruendo qualcosa, o stiamo solo gestendo la transizione verso il prossimo budget review?
Matteo Coppari, lead di Hello bank! 2013-2021 in un post LinkedIn.
Alessio Butti, mentre consolida l'uso del sito del dipartimento per la trasformazione digitale come megafono per diffondere praticamente solo le sue frequenti interviste in cui ripete sempre le stesse cose, ora dice, parlando di connettività in fibra:
Rimediamo ai disastri ereditati dagli altri governi
Insomma è sempre colpa di quella di prima, anche dopo una legislatura intera. Anche quando quelli prima erano loro stessi (governo Draghi, sostenuto anche dalla destra).
Anche quando il nuovo bando di gara che dovrebbe risolvere i problemi ha non solo gli stessi difetti dei precedenti, ma ne ha pure di nuovi e incomprensibili. Ma tanto non sarà sua responsabilità difendere i risultati.
Un esito frequente delle richieste di pubblicazione di open data (come previsto dalla legge) è l'assenza di risposta da parte dell'amministrazione pubblica interpellata. È successo anche in questo caso segnalato da onData in merito ai dati statistici sulle firme per i referendum:
I dati che presentiamo in questa newsletter li abbiamo estratti noi. Ma quei dati dovrebbero già essere pubblici. È stato richiesto formalmente.
Il 10 dicembre 2025 l’associazione onData ha inviato al Ministero della Giustizia — tramite PEC — una richiesta di pubblicazione in formato aperto dei dati sulle raccolte firme, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 36/2006 (Riutilizzo dell’informazione del settore pubblico). Non una richiesta di accesso documentale per uso privato: una richiesta di rendere i dati disponibili a tutta la collettività, con licenza aperta e in formato leggibile meccanicamente.
Il Ministero non ha risposto.
L’11 gennaio 2026 onData ha presentato ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. Il 18 febbraio ha segnalato l’inadempimento anche al Difensore civico per il digitale (AgID), organo deputato a vigilare sull’apertura dei dati pubblici.
Il 31 marzo 2026 la Commissione si è pronunciata (decisione n. 3.110). La risposta è tecnica ma significativa: la Commissione ha dichiarato la propria incompetenza, non perché la richiesta di onData fosse sbagliata, ma perché il silenzio del Ministero — in materia di riutilizzo dei dati — non equivale a un diniego. Si tratta di un “silenzio-inadempimento”, non di un “silenzio-rifiuto”: una distinzione sottile ma decisiva, che sposta il rimedio possibile dal ricorso alla Commissione al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ai sensi dell’art. 117 del Codice del processo amministrativo.
Vale la pena di notare un dettaglio: nella sua relazione tecnica, il Ministero ha riconosciuto che pubblicare i dati sarebbe fattibile — ma non ha mai adottato un provvedimento formale, né in senso positivo né negativo. Il silenzio continua.
onData è ancora in attesa della risposta del Difensore civico per il digitale, ma nel frattempo i dati continuano a non essere pubblici.
"Autorizzazione all'ingresso per cure in Italia di cittadini extracomunitari" e la procedura richiede di inviare una PEC.
E poi: il servizio è gratuito, ma il pagamento va fatto con PagoPA.
Straordinario.
Provo a pagare in F24 web e:
Mi metti in automatico una data del 2024 e poi ti lamenti che è nel passato.
Tra l'altro, "od uguale".
EDIT:
Saranno gli spazi? Non sono gli spazi, non vanno nemmeno i trattini.
Ah ci voleva l'underscore. Ora in rosso bold mi dice che è tutto ok:
Andamento ANNCSU è un progetto di monitoraggio e visualizzazione del database ANNCSU con la lista dei numeri civici di tutti i comuni italiani e relativa posizione geografica. Dato che la copertura è al momento molto incompleta e solo poco superiore al 50%, la pagina permette di confrontare i progressi mensili del dataset, che in realtà sono stati significativi ultimamente.
normattiva2md. onData ha fatto un tool per convertire i dati di Normattiva da XML a Markdown:
Scrive inoltre onData che:
In queste settimane in cui abbiamo lavorato a normattiva2md, abbiamo scoperto una novità importante: a decorrere dal 1° gennaio 2026, i dati di Normattiva sono finalmente dati aperti. È possibile scaricarli e utilizzarli con licenza Creative Commons CC BY 4.0.
Non troviamo il link alla pagina “dati” nei menu del sito, ma l’URL si trova utilizzando i motori di ricerca: https://dati.normattiva.it/home.
Ecco il catalogo delle API della pubblica amministrazione (api.gov.it), parte del piano interoperabilità, che dovrebbe permettere a comuni, regioni ed enti varie di ottenere dati sul cittadino (es. certificazione ISEE) in modo automatico senza doverli chiedere al cittadino ogni volta.
TIL PagoPA si è stufata di stare dietro ai bonus e ha fatto una piattaforma chiamata PARI per permettere alle varie pubbliche amministrazioni di distribuire bonus tramite l'app IO.
È quasi pronto IT Wallet nell'app IO, un passo ulteriore rispetto a Documenti su IO, come avevo scritto.
(da varie PR della repository GitHub)
Piattaforma incentivi BEV parte 2 (qui parte 1):
Il sistema calcolava il prezzo finale della vettura detraendo l’ammontare dell’incentivo più Iva, tassando cioè impropriamente il bonus e determinando un errore contabile formale.
Per la cronaca, il sistema prevedeva anche un meccanismo di blocco applicato in modo erroneo, e poi eliminato, che impediva di finalizzare un voucher se il prezzo finale di acquisto della vettura incentivata fosse inferiore all’ammontare del bonus ricevuto, eventualità assai probabile con un contributo di 11 mila euro applicato all’acquisto di una utilitaria elettrica.
(Gazzetta)
La nuova piattaforma usa e getta (già usata e già gettata) per gli incentivi auto elettriche, costruita di fretta in poche settimane, ha impedito di presentare delle domande perché non considerava correttamente gli accenti nei cognomi:
[...] il sistema ha bloccato la generazione del voucher a causa di un problema legato all’inserimento della targa nel campo richiesto. Nonostante questa fosse stata digitata correttamente. Il tutto documentato tramite screenshot realizzati durante la procedura. Dopo un’analisi dell’agenzia pratiche-auto e della Motorizzazione, si è ipotizzato che il problema potesse essere legato alla mancanza dell’accento sulla lettera “i” finale del mio cognome nel libretto di circolazione.
Azure ha problemi, l'app IO ha problemi, i documenti offline non funzionano. C'è già una PR di fix, "rare condition".
Le email di risposta dell'assistenza TreC+ (fascicolo sanitario elettronico della provincia di Trento) arrivano da supporto.trec@dedagroup.it:
Ma c'è un Reply-To verso easyredmine@dedagroup.it, per cui se nel client email si preme "rispondi" si risponde a quest'ultimo indirizzo email.
Spoiler: l'indirizzo email non esiste. L'email torna indietro come bounce subito dopo, e il messaggio di rimbalzo finisce però in spam perché il dominio ha una policy DMARC di reject ma il messaggio non è autenticato con DKIM né è presente un record SPF.
Authentication-Results: phl-mx-07.messagingengine.com;
dkim=none (no signatures found);
dmarc=fail policy.published-domain-policy=reject
policy.applied-disposition=quarantine
policy.evaluated-disposition=reject
policy.override-reason=local_policy policy.arc-aware-result=fail
(p=reject,d=quarantine,d.eval=reject,override=local_policy,arc_aware_result=fail)
policy.policy-from=p header.from=dedagroup.it;
iprev=pass smtp.remote-ip=92.242.172.106 (mail.dedagroup.it);
spf=none smtp.mailfrom="" smtp.helo=mail.dedagroup.it
CIE arrivata in tre giorni (!). Ma il processo di attivazione di CieID è da migliorare. Grande confusione di domini come ho già scritto, interfacce incoerenti tra loro, icone schiacciate, app che non funziona con i password manager, zero integrazione con IO, ecc.
Le specifiche per la fototessera CIE secondo il mio comune:
definizione immagine di almeno 400 dpi, dimensione del file di massimo 500KB e formato del file “JPG”;
Tutte informazioni inutili tranne l'unica cosa rilevante cioè la risoluzione e l'aspect ratio (a meno che non si aspettino che le persone sappiano che DPI indica punti per pollice e si mettano a fare la conversione).