Note di Matteo


8 ottobre 2026

Building Git infrastructure for agent-scale development. GitHub sta essenzialmente riscrivendo il sistema di storage delle repository git con un'architettura simile a quella di Cursor Origin, che prevede di separare il compute dallo storage. Si sposta quindi la repository in object storage (Azure Blob Storage nel caso di GitHub), si mettono davanti dei worker che svolgono il ruolo di cache in lettura, e un sistema distribuito per coordinare le modifiche.

Il vantaggio è la scalabilità "infinita" (almeno in lettura). Questo sistema sostituirà Spokes, che invece richiede 5 fileserver assegnati a ogni repository (per ridondanza) che servono sia letture e scritture (con 3-phase commit) con grandi limitazioni di prestazioni nel caso di repository molto trafficate.

#637 /
14:16
/ #git#github

7 ottobre 2026


Connection-Allowlist

C'è una nuova alternativa più semplice alla Content Security Policy (CSP), ancora sperimentale e per ora un'iniziativa di Chrome essenzialmente. Un esempio (header di risposta HTTP):

Connection-Allowlist: ("https://api.example.com/*" response-origin)

via Web Weekly 200

#635 /
09:46
/ #web-dev



State of Devs 2026

Dal questionario State of Devs 2026:

  • "AI tools have had a positive impact overall on my mental state" -> il 45% dice no
  • "Which emotions best describe how you currently feel about the tech industry?" -> 52% exhausted

via Web Weekly 200

#632 /
09:35
/ #ai#dev

6 ottobre 2026

Stack Overflow Developer Survey 2026

Il developer survey annuale di Stack Overflow registra gli effetti dell'AI sulla qualità del lavoro:

Well, it ain’t what it used to be. This year, we’re finding survey respondents are less happy in their work—the numbers are showing less happy folks and more unhappy ones. All that innovation and uncertainty can make it tough to feel comfortable in your job.

La fiducia negli output dell'AI è ancora fortemente dipendente dalla verifica dell'output ed è maggiore con task piccoli (per fortuna):

#631 /
17:32
/ #ai#dev

SemiAnalysis ha analizzato gli abbonamenti Anthropic vs OpenAI. Quanto valgono per costo API equivalente:

Per quantità di token:

Ovviamente fa differenza se un task richiede più o meno token (OpenAI dice spesso di essere più efficiente) e quale sia il margine sul prezzo API.


Domani alle 20:00 l'ICANN pubblicherà la lista di candidature per le nuove gTLD. Sono 1616 (altre 47 non hanno pagato la fee di 227mila dollari in tempo).

#629 /
13:19
/ #domini

5 ottobre 2026

The future depends on wisdom that Silicon Valley lacks. Wisdom about how to handle dangerous technology and, more fundamentally, wisdom about what it means to care for people. This moment needs a degree of humility that isn’t natural for people who have succeeded through their extreme confidence.

David Robinson, ex safety @ OpenAI in I Quit OpenAI Because Its Culture Is Broken.

#628 /
14:54
/ #ai

1 ottobre 2026

Questa cosa di occuparmi di Ucraina mi rende meno tollerante con le cose che ascolto in Italia. Prima di partire ho sentito un commentatore in tv dire che «dovremmo dare le armi all’Ucraina soltanto se accettasse di trattare». L’implicazione era che quei matti degli ucraini non vogliono negoziare la pace. Non c’era un contraddittorio in studio, quindi questa cosa è stata fatta passare come se fosse verosimile. È soltanto un esempio fra tanti.

Facciamolo qui su Outpost il contraddittorio. L’Ucraina soltanto quest’anno ha proposto alla Russia cinque cessate il fuoco: a marzo, aprile, maggio, giugno e settembre. Quattro sono stati respinti, l’unico che è stato accolto dai russi è stato quando c’erano gli inviati di Trump a Kyiv e valeva solo per Kyiv (del resto sarebbe stato imbarazzante se i russi avessero dronato per errore il genero di Donald Trump). Inoltre nel 2026 gli ucraini hanno proposto, di nuovo per cinque volte, un incontro in campo neutro tra il presidente Zelensky e Putin. Anche queste proposte sono state ignorate.

Mentre sto scrivendo queste righe un drone russo ha colpito una scuola a Kyiv, età degli studenti dai 7 ai 18 anni. Non si è fatto male nessuno perché tutti erano scesi con gli insegnanti nel rifugio. Guardo il video: il drone ha centrato la facciata della scuola. Dal punto di vista militare un bombardamento così non ha alcun senso. Persino i russi sanno che se ammazzano decine di bambini ucraini mentre sono nelle loro classi in un mattino chiaro di settembre non ottengono nulla se non reazioni inferocite. Ma anche se avessero colpito quella scuola per sbaglio, è ovvio che accettano senza farsi troppi problemi il rischio di far saltare in aria edifici pieni di civili.

Ieri, mercoledì 30 settembre, hanno lanciato contro le città ucraine 473 droni, ciascuno con la sua bella testata esplosiva da novanta chilogrammi.

Ho chiuso il paragrafo e sento un grosso botto, un missile della contraerea ucraina ha fatto esplodere in cielo un drone russo che stava attaccando la centrale termica Tets-5. Vabbè, ci siamo capiti, l’andazzo è questo.

Daniele Raineri in Outpost, dall'Ucraina.

#627 /
22:30
/ #mondo

Mi state dicendo che dipende da me? Mi state dicendo che se muoio è colpa mia? È perché non ho combattuto abbastanza, mi sono arresa? Ma a cosa, di grazia, mi sarei arresa? Alle mie cellule, al mio corpo, a me stessa? Come faccio a combattere contro me stessa? Che razza di guerra sarebbe quella di una persona contro una malattia potenzialmente mortale? Io, a mani nude, contro un cancro? Contro una malattia autoimmune, un virus letale? Io contro il morso di un serpente? Servirà un antidoto, contro il morso di un serpente, o no?

Pensate che il vaiolo sia stato debellato dalla forza del pensiero dei malati di vaiolo? Che si siano messi in cerchio e concentrati moltissimo? Che abbiano cantato una nenia apotropaica? Pensate che i bambini che morivano di polmonite o di un’infezione quando non esistevano gli antibiotici, quelli che a migliaia muoiono ancora oggi dove gli antibiotici non ci sono — nei Paesi poveri, nei Paesi in guerra, sotto embargo — muoiano perché non combattono abbastanza?

Cioè: chi muore è stato scarso in battaglia? I migliori vivono, i peggiori muoiono? Ma veramente? Non avete dunque mai visto nessuno affrontare una malattia? Perché questo si fa con le malattie: si affrontano. Ci si affida a chi sa cosa bisogna fare e lo si fa.

Dove si è perso, il bandolo di questo ragionamento elementare, mi domando. Quando è che abbiamo smesso di credere che a combattere le malattie sono i medici, la medicina, i farmaci, benissimo anche quelli alternativi se funzionano purché funzionino. Favolose le erbe o l’ipnosi, se bastano, ma quando non bastano servono penicillina e cortisone. Serve un intervento chirurgico e qualcuno che lo sappia fare. Serve un trapianto, se un organo non funziona più. Non combatti contro il tuo rene. Non stai in trincea contro il tuo pancreas.

L’unica battaglia da fare è una battaglia collettiva, non individuale: è la battaglia per pretendere che siano investite le massime risorse in ricerca scientifica. Che i ricercatori siano pagati dignitosamente, assunti e non graziati per decenni con borse di studio da poche centinaia di euro, che siano messi in condizione di lavorare in questo Paese e non di espatriare.

La battaglia da fare, non da soli ma tutti insieme, è quella per la sanità pubblica: che ci siano i soldi, quanti ne servono e non sempre meno, ogni anno di meno. Che ci siano abbastanza infermieri e operatori sanitari e locali e macchinari per rispondere al bisogno di tutti. Che non sia per i ricchi, la salute. Questa è la battaglia. È una battaglia politica che dovrebbe chiamare alla rivolta di popolo, ma invece.

Concita de Gregorio in Altro che guerrieri, quella per la salute è una battaglia collettiva, su la Repubblica.

#626 /
21:00

29 settembre 2026


27 settembre 2026

Come se ne esce

Quando la realtà diventa minacciosa come in questo momento, l'esercizio più importante secondo me è porci nei confronti della realtà con un approccio che non sia rassegnato. Perché molto spesso, soprattutto tra le persone più giovani, ci consideriamo sfortunati perché siamo nati in un'epoca disgraziata, forse la peggiore epoca che ci sia. Facciamo dei discorsi parlando dei problemi che abbiamo nei quali infiliamo seriamente le parole "estinzione umana", fine del mondo — che si parli dell'emergenza climatica o dell'intelligenza artificiale — e abbiamo la percezione di vivere in un momento in cui alcune persone dicono "è irresponsabile fare i figli". Perché "come fai a mettere al mondo un bambino o una bambina in un mondo come questo", o "creare un nuovo essere che inquina ed emette missioni inquinanti"?

Se quello è l'approccio che abbiamo nei confronti della realtà, intanto siamo molto disinformati. Nemmeno negli scenari più catastrofici fatti dagli scienziati dell'IPCC, l'ente dell'ONU sul clima, si parla mai di estinzione umana, e nemmeno esiste la prospettiva che la vita media delle persone si accorci. L'emergenza climatica è gravissima e va affrontata, ma non ci estingueremo, non c'è l'apocalisse davanti a noi, non c'è la fine del mondo. Questo ci deve responsabilizzare, perché se io penso che il mondo sta finendo, quello è il pensiero più deresponsabilizzante che ci sia. Col cavolo che a quel punto chiudo il rubinetto quando mi lavo i denti o uso la cannuccia di carta, no? Non sono pronto a fare nessun sacrificio, se tanto andiamo verso l'apocalisse. Se tanto sono tutti marci e disonesti e tutti venduti, si vota per Trump — chi vuoi votare, se non c'è uno che sia meglio degli altri.

Se la linea che abbiamo è "il mondo non è mai andato peggio di così", quella è la ricetta per il disastro. Pensate chi è nato all'inizio del Novecento. Si è fatto, nell'arco dei primi 50 anni della sua vita, due guerre mondiali, cioè due guerre che in confronto a quelle nostre odierne, anche le peggiori, non sono niente, è quasi offensivo metterle a paragone. Due, non una, è finita una e poi ne è iniziata un'altra. In mezzo hanno avuto l'influenza spagnola, che in confronto la pandemia di COVID-19 era appunto un raffreddore. La crisi del '29, la più grave crisi economica della storia. Poi hanno compiuto 50 anni e sono morti perché quella era l'aspettativa di vita. No! In qualche caso sì, ma... noi facciamo a gara con questi?

Se siete delle donne, quando volevate nascere, qual era il mondo ideale, migliore di questo in cui nascere? Prima che il divorzio fosse legale in Italia? Prima che l'aborto fosse legale in Italia, cioè l'altro ieri? Se siete neri, volete giocare con la macchina del tempo? Secondo me no, il gioco "dove andreste con la macchina del tempo" lo possiamo fare noi bianchi privilegiati; un nero sta molto alla larga della macchina del tempo, perché se finisce nell'anno sbagliato — e l'anno sbagliato anche in questo caso forse è l'altro ieri — forse poi non torna nel suo presente. Semplicemente, quelle generazioni lì hanno avuto le loro grane, i loro problemi, a volte colossali e, malamente, certo, con tutti i loro limiti, certo, hanno provato a risolverli e andare avanti, e ci hanno consegnato un mondo che tutto sommato era migliore.

Questa è la missione che tocca a noi, noi che siamo vivi oggi. Non solo me, che ho 40 anni, chi ne ha 20, chi ne ha 60. Fare la nostra parte per risolvere i problemi che abbiamo noi adesso. Si può fare, anche per questo il libro si intitola "Come se ne esce", perché se no ci raccontiamo soltanto con narcisismo "ah, quanto siamo con la mano sulla fronte". A costo che cominciamo a occuparci della concretezza di uscirne davvero. Rifare le istituzioni, far funzionare le città. Uno pensa... all'ONU, cosa c'entro io con l'ONU? Candidati nel consiglio di zona del tuo quartiere, parti da lì. La democrazia si fa funzionare a partire da quella cosa lì. E così, forse, anche se non sono sicuro che ne usciamo, sono sicuro che se ne può uscire, passando da cose così piccole e cose grandi insieme.

Francesco Costa a Lezioni d'Autonomia.

#624 /
21:09
/ #mondo

Cookie solidali

È la prima volta che vedo i "cookie solidali": qua su Calameo.com c'è lo strumento di consenso cookie di Gimii.fr che chiede di accettare la pubblicità personalizzata con la promessa di donare il 10% dei ricavi a una organizzazione del terzo settore a scelta.

#623 /
14:31
/ #internet

26 settembre 2026

In ritardissimo rispetto a praticamente qualsiasi CDN, Cloudflare aggiunge il supporto all'header Vary per differenziare la cache in base a un header (es. lingua, formato).


I have retired from being a professional programmer. I think it was somewhere around 4 to 5 months ago, maybe March. I spent a quarter of a damn century chiseling code by hand and loving every moment of it. This is not something to look back upon with regret; this is something to look back upon with joy and accept that it is over.

Writing code by hand is no longer an economically productive enterprise for the vast majority of programmers working at the vast majority of companies. On the other side of that is a new career as a professional maker of things, steering intelligence that was only available in science fiction up until a few moments ago.

David Heinemeier Hansson (DHH), creatore di Ruby on Rails, durante il keynote Rails Word.

#621 /
11:30
/ #ai#dev

Un modello OpenAI in un ambiente di ricerca ha pubblicato online dati di training provenienti dalle chat degli utenti, in particolare 53 foto:

As part of our ongoing investigation, we have identified cases where agents in our research environment transmitted training and evaluation data while using third-party services. [...]

While the vast majority of the impacted training and evaluation data is not user-derived; we have identified 53 instances to date where user-provided images were posted to image-hosting sites as links that weren’t publicly listed. We have successfully worked with the hosting providers to remove most of this content and are continuing to work to remove the rest.

#620 /
11:16
/ #ai#openai

25 settembre 2026


24 settembre 2026

Waymo ha calcolato quanto i suoi veicoli a guida autonoma sono più sicuri rispetto alla guida umana:

Examining the data, Waymo said it found:

  • 82 percent reduction in injury-causing crashes compared to human drivers
  • 95 percent fewer crashes causing serious injury or worse
  • 93 percent fewer pedestrian crashes resulting in injuries
  • 86 percent fewer cyclist crashes resulting in injuries
  • 82 percent fewer motorcycle crashes resulting in injuries