Note di Matteo


16 ottobre 2025


Cambia la gamma di piani cloud Hetzner, ora divisi in:

  • Shared Cost-Otimized: un mix di Intel, AMD e Ampere (ARM), da 4,26 € a 29,8 €, max 16 vCPU e 32 GB di RAM.
  • Shared Regular Performance: solo AMD, da 7,92 € a 47,57 €, configurazioni simili.
  • Dedicated General Purpose: solo AMD, da 15,24 € a 351,96 € per 48 vCPU e 192 GB di RAM.

Il prezzo minimo mi pare sia leggermente più basso rispetto a prima. Prima la dvisione era solo tra Shared e Dedicated.

I prezzi qua sono IVA 22% inclusa e incluso un IPv4.

#73 /
13:38
/ #cloud#hetzner

15 ottobre 2025

Io credo che l'essere umano non sia stato progettato per vivere sotto questo tipo di pressione legata a stimoli e informazioni che ti arrivano, di cui magari a volte vorresti anche fare a meno, a essere sempre obbligato a paragonarti agli altri. È un paragone che specialmente sugli adolescenti ma anche sugli adulti è sempre un po' perdente, per il semplice motivo che tutti mettono sempre il meglio di sé stessi in vetrina, e anche noi facciamo la stessa cosa, però quando vediamo la vetrina degli altri ci crediamo e non crediamo invece alla nostra. È l'effetto "l'erba del vicino è sempre più verde". E quindi questa cosa è frustrante perché viviamo in una specie di grande bugia che però crediamo solo quando sono gli altri a raccontarcela. [...]

Conta soltanto il risultato finale, non conta assolutamente niente come tu ci sei arrivato ad arrivare 2 milioni di visualizzazioni per un video o per una stupidaggine. Sempre a cercare di alimentare la negatività, perché la negatività stimola discussioni.

Siamo stimolati a continuare a [produrre contenuti]: è una specie di doping di cui non ci rendiamo conto, è il famoso "smetto quando voglio" ma non smetti mai. Pubblichi una cosa e poi guardi quello che ti hanno scritto sotto. [...] Ogni tanto ti prendi la vacanza: adesso per una settimana basta, e la settimana dura 7 minuti in verità.

Basterebbe in qualche modo togliere la tossicità del feedback, dei numeri, della competizione, delle visualizzazioni, di quanti ti hanno risposto.

Linus nel podcast De Core Podcast.

#72 /
22:29
/ #social

Non c'è differenza nell'utilizzo della CPU tra algoritmi di controllo della congestione in QUIC secondo l'analisi di CDN77 (DataCamp):

Both BBRv1 and BBRv2 are much more computationally complex than Cubic. Cubic is de facto event-based, where each dropped packet manipulates the congestion window (CWND) by a scaling constant, meaning the algorithm has minimal bookkeeping. On the other hand, both BBRv1 and BBRv2 maintain a state machine, which is much more computationally expensive.

BBRv2 maintains more parameters than BBRv1, which adds to the computational complexity.

Nevertheless, we have not seen any measurable difference in CPU usage between Cubic, BBRv1, and BBRv2. We can conclude that the overhead of BBRv1 and BBRv2 is negligible.

#71 /
20:45
/ #cdn#http

14 ottobre 2025

Essere cattivi con gli LLM potrebbe aiutare a ottenere risultati migliori:

Contrary to expectations, impolite prompts consistently outperformed polite ones, with accuracy ranging from 80.8% for Very Polite prompts to 84.8% for Very Rude prompts. These findings differ from earlier studies that associated rudeness with poorer outcomes, suggesting that newer LLMs may respond differently to tonal variation.

Mind Your Tone: Investigating How Prompt Politeness Affects LLM Accuracy

#70 /
22:16
/ #ai

TIL Argon2 per le password non è più sicuro di bcrypt come si pensa:

[...] Me (@jmgosney) and @Sc00bzT were both on the experts panel for the Password Hashing Competition, and both of us will tell you not to use Argon2 for password hashing. It is weaker than bcrypt at runtimes < 1000 ms.

Yep, we basically completely failed. We set out to identify The One True PHF and instead we selected yet another KDF. We also placed way too much emphasis on "memory hardness" when we should have been emphasizing "cache hardness."

@TerahashCorp

Bottom line, if you're already using argon2, you're totally fine. It's still a good PHF and much better than most everything out there. But if you aren't using argon2, bcrypt is a better choice.

@jmgosney

#69 /
21:07
/ #dev#security


TIL ora JavaScript ha una funzione nativa groupBy() e non serve più usare reduce(). Mini guida qui.

#67 /
11:39
/ #dev#javascript


13 ottobre 2025

Google AI Mode

È arrivato Google AI Mode in Italia. Vediamo se è all'altezza di Perplexity. In Firefox, si può configurare come motore di ricerca personalizzato con questo URL:

https://www.google.com/search?udm=50&q=%s

E poi invocarlo ad esempio con @ai seguito dalla query di ricerca:

#65 /
23:42
/ #ai#browser

In other words, I realized that for IBM to become a great company it would have to act like a great company long before it ever became one. [...] Every day at IBM was a day devoted to business development, not doing business. We didn’t do business at IBM, we built one.

Tom Watson, fondatore di IBM.

#64 /
18:41
/ #business

12 ottobre 2025

AI e giornali

Una nuova ricerca del Reuters Institute ha raccolto le esperienze e le opinioni di circa 12mila persone in sei paesi del mondo a proposito dell'uso dei software di "intelligenza artificiale". Ne sono uscite molte considerazioni ma quelle più rilevanti per il dannato futuro dei giornali sono due.

Una è che continua ad aumentare l'uso di simili servizi per la ricerca di informazioni di vario genere, e questo va a scapito dei siti di news, tradizionali fornitori di molte di queste informazioni. Ormai le prove di questa tendenza sono tante. Solo un terzo degli interpellati dice di cliccare con frequenza sui link dopo aver letto le sintesi offerte in testa alle pagine dei risultati di Google: un terzo dice di non farlo mai.

La seconda questione su cui riflettere è più complessa: a quanto pare sempre più persone usano abitualmente e serenamente i vari software di intelligenza artificiale per le proprie necessità, accettando il margine di insicurezza dei risultati in termini di qualità e accuratezza. Ma se si chiede alle stesse persone un giudizio sull'uso degli stessi software da parte dei giornali, una gran parte se ne dice critica e diffidente.

Le letture di questa contraddizione possono essere due. Una è che ci sia una specie di ipocrisia che ci rende severi contro l'uso delle AI da parte di altri, ma indulgenti le usiamo noi. O una specie di supponenza che ci fa pensare di saper essere più prudenti o esperti degli altri: non da escludere, è una tendenza assai comune. [...] Dovremmo abituarci a valutare i risultati di un lavoro giornalistico (è accurato o no? è completo o no? svolge adeguatamente la sua funzione di informazione?) piuttosto che l'insignificante percorso della sua costruzione (ci sono testi prodotti dalle "AI" che hanno maggiore accuratezza di certi testi prodotti dagli umani, per dire).

La seconda - più apprezzabile - lettura della contraddizione è che le nostre aspettative nei confronti del lavoro giornalistico siano maggiori di quelle che abbiamo per noi stessi. E che laddove consentiamo alle nostre ricerche di informazioni un margine di mediocrità e approssimazione - non dando a quelle ricerche ruoli rilevanti: non scegliendo delle cure mediche, per esempio -, diamo una maggiore credibilità al lavoro giornalistico e lo assumiamo per farci un'idea più radicata e affidabile del mondo. È una pretesa lusinghiera per i giornali, ma che deve imparare a fare i conti col costo di quella differenza: e capire che un lavoro giornalistico, se lo si vuole migliore di quello che fa ChatGPT, ha dei costi a cui serve contribuire. Nessuno è obbligato, basta che poi non si pretenda che giornali in crisi di risorse economiche non ricorrano sciattamente alle "AI".

Luca Sofri nella newsletter Charlie del 12 ottobre 2025.


11 ottobre 2025


10 ottobre 2025

Pavel Durov spamma un messaggio in cui pubblicizza la sua intervista con Lex Fridman a tutti gli utenti francesi. Al resto del mondo mostra solo un banner. Nuovi livello sbloccato di uso personale a vantaggio di sé stessi di un social network.

#61 /
18:44
/ #telegram


9 ottobre 2025

Figure 03. Pazzesco che probabilmente tra pochi anni non sarà utopia avere un assistente domestico robotico.

Tocca rispolverare le leggi della robotica di Asimov.

#59 /
17:49
/ #ai

Le specifiche per la fototessera CIE secondo il mio comune:

definizione immagine di almeno 400 dpi, dimensione del file di massimo 500KB e formato del file “JPG”;

Tutte informazioni inutili tranne l'unica cosa rilevante cioè la risoluzione e l'aspect ratio (a meno che non si aspettino che le persone sappiano che DPI indica punti per pollice e si mettano a fare la conversione).


Un video sull'account Black Mirror ufficiale di Netflix: "Questo contenuto è stato disabilitato in seguito a una segnalazione da parte del titolare del copyright."

#57 /
10:31
/ #social

L'age verificaton su Discord era fatta ingenuamente tramite il sistema di ticketing Zendesk, che memorizzava quindi più di 2 milioni di foto di documenti di identità, mai eliminati e quindi ora coinvolti in un data breach. È pazzesco che siano arrivati a memorizzare 1,5 TB di documenti d'identità senza farsi una domanda.

EDIT: forse non era Zendesk.

#56 /
09:18
/ #privacy

Da oggi è finalmente in vigore per tutte le banche la verifica del beneficiario dei bonifici prima dell'invio. Lo spiega bene Illimity:

La verifica dei dati inseriti potrà restituire quattro possibili risultati:

  • Esito positivo: i dati del beneficiario da te inseriti corrispondono esattamente alle informazioni registrate nel sistema della Banca del beneficiario del pagamento;
  • Esito negativo: il sistema rileva delle incongruenze o discrepanze tra i dati che hai inserito e quelli registrati dalla Banca del beneficiario. Ti informeremo sull'esito della verifica e sul potenziale rischio legato all'autorizzazione del bonifico verso un conto non detenuto dal beneficiario che hai indicato. Avrai la possibilità di aggiornare i dati da te inseriti prima di procedere con l'operazione di pagamento. Qualora decidessi comunque di autorizzare l'operazione di pagamento senza apportare modifiche, la Banca non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali conseguenze;
  • Esito parziale: il sistema rileva incongruenze parziali tra i dati che hai inserito e quelli registrati dalla Banca del beneficiario. Ti informeremo sull'esito della verifica e sul potenziale rischio legato all'autorizzazione del bonifico. Anche in questo caso potrai aggiornare i dati da te inseriti. Se deciderai comunque di autorizzare l'operazione di pagamento senza apportare modifiche, la Banca non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali conseguenze;
  • Verifica non possibile: in alcuni casi potrebbe non essere possibile eseguire la verifica sull'esattezza dei dati del beneficiario. Verrai quindi informato dei motivi dell'impossibilità e delle conseguenze qualora deciderai di procedere ugualmente con l'operazione.
#55 /
09:02