Note di Matteo


#internet

La dimensione di Google

Il monopolio di Google nei servizi web:

  • #1 and #2 most-visited websites: Google.com is the most popular website in the world, and YouTube is #2. Google.com gets 85 billion monthly visits – more than the next 9 most-visited websites, combined
  • Android: around 4.2 billion users (circa 75% of global smartphone market share)
  • Chrome: circa 3.45 billion users (around 65% of global browser market share)
  • Gmail: approximately 1.8 billion active users

Con questi risultati finanziari:

In absolute terms, Google is currently the most profitable company in the world; it generated $115 billion in profit (net income) over the past 12 months on $371 billion in revenue.

At its core, Google is still an advertising company; around 75% of revenue comes from selling ads on Google Search, YouTube, and the Google Ads network.

E questa quantità di staff tecnico:

Google employs around 60,000 software engineers [...] This makes Google one of the largest employers of software engineers. [...] Google runs more than 25 engineering offices.

(The Pragmatic Engineer)

#14 /
29 settembre 2025
/
08:54
/ #google#internet

Pochi anni fa un uomo che ha fatto la storia dei social e del web, Evan Williams, uno dei creatori di Twitter, ha fatto un intervento che ha colpito tanti. Ha detto: signori, Internet così come lo conosciamo e come ho contribuito a renderlo è guasto. Noi stiamo portando le persone non a capire, ma a reagire. Gli chiediamo continuamente un like, gli chiediamo continuamente o di urlare o di condividere senza passare dalla testa. Passa tutto da un dito, passa tutto da un click. E alla fine sai che c’è, c’è che con il web così come noi lo conosciamo probabilmente ben presto non ci importerà più niente di capire, ci basterà solo reagire.

Stefano Massini a Riserva Indiana del 22 settembre 2025.

#13 /
29 settembre 2025
/
08:30
/ #internet#social

Una intuizione preveggente e brillante oggi è più facile che venga sviluppata dentro Google, Meta o al New York Times piuttosto che in un garage o in un blog. E questo scenario sta entrando nelle consapevolezze delle generazioni più giovani, che a differenza di quelle che le hanno precedute non si trovano davanti mondi da inventare e opportunità inedite da sfruttare ma una situazione simile a quella di quarant'anni fa: in cui ambizioni e creatività possono svilupparsi quasi soltanto al servizio di progetti e strutture esistenti e forti. Sono progetti e strutture diversi, ma hanno ricostruito una condizione di forza che per un periodo era stata terremotata, e sulle cui macerie erano cresciute non solo imprese impensate, grandi e piccole, ma una sensazione di poter sperimentare, costruire, inventare, con grandi libertà e autonomie.

L'inclinazione a inventarsi cose proprie e inesistenti si è attenuata, per saturazione e perché molte acque si sono richiuse. Niente di drammatico: il mondo era così anche prima, e anzi, c'è da rallegrarsi di avere attraversato una ricreazione tanto straordinaria e fertile. E poi magari succederà di nuovo, di nuovo imprevisto.

Luca Sofri nella newsletter Charlie del 28 settembre 2025.

#6 /
28 settembre 2025
/
13:30
/ #business#informazione#internet

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